lunedì 27 ottobre 2025

AOTÜNO A TRAMONTI di Pasquale Barbatano




Vièi brüzà dao so,

scain de prea antiga,

tèra fòrte come l'assao,

drapezà de pendagne d'òo,

pòzi gràvedi d'üva madüa,

bòsco ch'i china a pico

vèrso 'r mae türchìn,

er maestrale i bofa: i è Tramonti.

Gonbo daa fadiga,

a passi lenti

i china 'r vignaèo,

caessando a coineta;

o sarmastro i monta.

Dal'àoto 'r farco

'nt'o se ziondonae

i mia 'r pescadoe

'n mèzo ar mae

e re tiae.

 

 

 

Pasquale Barbatano – Dialetto spezzino

Originario di Cittanova (RC), si è stabilito giovanissimo alla Spezia, nello stesso fabbricato di via Da Passano dove, nel 1868, era nato Ubaldo Mazzini. Sin dai primi anni della sua venuta alla Spezia si è interessato alle tradizioni, al folclore ed al dialetto della città d'adozione. Ha frequentato anziani del luogo, ha letto le opere di Ubaldo Mazzini e di altri poeti dialettali locali. In breve tempo è riuscito ad acquisire una conoscenza lessicale dello spezzino sufficiente per poter scrivere poesie.

Da "la Poesia nel Golfo dei Poeti" - Antologia dialettale spezzina, a cura di Eugenio Giovando e Pier Giorgio Cavallini, LUNA Editore, 1998

 

 

AUTUNNO A TRAMONTI


Viottoli bruciati dal sole,

scalini di pietra antica,

terra forte come l'acciaio,

drappeggiata

da tralci d'oro,

poggi colmi d'uva matura,

bosco che scende a picco

verso il mare turchino, 

il maestrale soffia: è Tramonti.

Curvo dalla fatica,

a passi lenti

scende il vignaiolo,

accarezzando la collina;

il salmastro sale.

Dall'alto il falco,

nel suo girovagare,

osserva in mezzo al mare

 il pescatore

che tira le reti.


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