Vièi brüzà dao so,
scain de prea antiga,
tèra fòrte come l'assao,
drapezà de pendagne d'òo,
pòzi gràvedi d'üva madüa,
bòsco ch'i china a pico
vèrso 'r mae türchìn,
er maestrale i bofa: i è
Tramonti.
Gonbo daa fadiga,
a passi lenti
i china 'r vignaèo,
caessando a coineta;
o sarmastro i monta.
Dal'àoto 'r farco
'nt'o se ziondonae
i mia 'r pescadoe
'n mèzo ar mae
e re tiae.
Pasquale
Barbatano – Dialetto spezzino
Originario di Cittanova (RC), si è stabilito giovanissimo alla Spezia, nello stesso fabbricato di via Da Passano dove, nel 1868, era nato Ubaldo Mazzini. Sin dai primi anni della sua venuta alla Spezia si è interessato alle tradizioni, al folclore ed al dialetto della città d'adozione. Ha frequentato anziani del luogo, ha letto le opere di Ubaldo Mazzini e di altri poeti dialettali locali. In breve tempo è riuscito ad acquisire una conoscenza lessicale dello spezzino sufficiente per poter scrivere poesie.
Da "la Poesia nel Golfo dei Poeti" - Antologia dialettale spezzina, a cura di Eugenio Giovando e Pier Giorgio Cavallini, LUNA Editore, 1998
AUTUNNO A TRAMONTI
Viottoli bruciati dal sole,
scalini di pietra antica,
terra forte come l'acciaio,
drappeggiata
da tralci d'oro,
poggi colmi d'uva matura,
bosco che scende a picco
verso il mare turchino,
il maestrale soffia: è Tramonti.
Curvo dalla fatica,
a passi lenti
scende il vignaiolo,
accarezzando la collina;
il salmastro sale.
Dall'alto il falco,
nel suo girovagare,
osserva in mezzo al mare
il pescatore
che tira le reti.
Nessun commento:
Posta un commento