lunedì 5 ottobre 2020

VALE DE MARAVEGLIE di Paola Maccario


                 

A nuvembre sun muntà in çima

on recampau catru prie

a regordu

de candu gheirimu muntai inseme,

mi pecina cun vui catru veci,

me paresciavi veci e,

pensava:

loche ghe fassu chi?

duveria esse cui mei amighi

a ramengu.

A forsa du Magu a ma ciapau cume ina calamita

e a ma mustrau loche i ava scritu i antighi i sce ciape.

Vegnamu au mundu pe fasse capì

pe sercà a nostra strada.

Da chela vouta cun vui sun passai in bigu d’ani.

A nuvembre candu sun remuntà in çima von vistu

assetai in tera a mangià pan öriu e aixèu, anciue e pumate seche,

u lagu Longu u l’eira du curù de pervinche,

sciusciava ina sistra e nu sun riuscia a sente loche digavi,

riavi, sci riavi, eiri cüntenti

von tirau in scibru

ve sei regirai

m’avei vistu

ne sun següra.

E catru prie l’on ciatae in ta sacca da sordatu,

avù i sun a ca

impilae una surve l’autra

in echilibriu precariu,

cume nui a stu mundu.

 

 

 

Paola Maccario - Dialetto di San Biagio della Cima

PREMIO “Famiglia ADRIANA OXILIA” a “U Giacuré – Edizione 2020” con la seguente motivazione: Rievocazione reale e al contempo visionaria di un momento di vita dell’autrice, avvenuto quando era bambina. Luogo e personaggi sollecitano i ricordi e la riflessione. Il gesto di raccogliere quattro pietre ed immaginare scritte su di loro, così come ripensare ai quattro vecchi induce alla ricerca della saggezza. Messe nella sacca, porta le pietre a casa, le impila: sono precarie come precario è il nostro vivere odierno.

 


VALLE DELLE MERAVIGLIE

 

A novembre son salita in cima

ho raccolto quattro pietre

a ricordo

di quando ci eravamo saliti insieme,

io bambina con voi quattro vecchi,

Mi apparivate vecchi e,

pensavo:

cosa ci faccio qui?

dovrei essere coi miei amici

a spasso.

La forza del Mago mi ha preso come una calamita

mi ha mostrato cosa gli antichi hanno scritto sulle pietre.

Veniamo al mondo per comunicare

per cercare la nostra strada.

Da quella volta con voi sono passati molti anni,

a novembre quando sono risalita in cima vi ho visti

seduti a terra a mangiare pane olio aceto acciughe e pomodori secchi,

il lago Lungo era color pervinca,

soffiava una fredda brezza e non son riuscita a sentire cosa dicevate,

ridevate, sì ridevate, eravate contenti

vi ho fischiato

vi siete voltati

mi avete visto

ne sono sicura.

Le quattro pietre le ho nascoste nello zaino,

ora sono a casa

impilate una sopra l’altra

in equilibrio precario,

come noi in questo mondo.


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